Sin da bambino ho sempre adorato le auto, soprattutto le super car.
Non solo per divertirmi e sognare con quel giocattolino in mano. Intendo, proprio capirne l’essenza, il nocciolo, il cuore pulsante.
Così puntualmente le auto regalatemi, nonostante le numerevoli raccomandazioni della mia mamma da me completamente ignorate, seguivano dopo pochi giorni un processo di smembramento fino alla più piccola particella.
Ricordo, durane l’età compresa fra 3-5 anni: quell’età in cui cominci a prendere coscienza di ciò che ti gira attorno, di avere una collezione lasciatomi in dono dal mio babbo andatosene troppo presto.
Erano modellini di formula 1, super car e auto classiche: Ferrari, Lamborghini, McLaren, Mercedes.
No, non mancava proprio nulla.
La mia mamma, gelosa della collezione, giustamente non voleva che ci giocassi; prevedeva saggiamente, la fine che avrebbero fatto.
Ma secondo voi riusciva a resistere alle seduzioni di un piccolo ricciolino biondo di appena 3 anni?
Ve lo dico io: No.
Gioca una, gioca due, gioca tre.. auto prontamente scorporate da ogni sua parte.
A poco servivano le sgrida, il processo era sempre lo stesso, si ripeteva in loop. Chiedi mettendoti il visino dolce, prometti di non romperle, la mamma cede, puntualmente auto a pezzi.
Tuttora, non riesco a capire se fossi io così furbo da “corrompere” mia mamma o semplicemente lei faceva finta di nulla, capendo che forse a quella tenera età, la cosa migliore è fare esplorare quella piccola peste.
Ma veniamo ai giorni nostri, mi sono fatto una promessa. Prima o poi avrò una super car, si la voglio possedere, la voglio guidare.
Ora però mi sono detto: va bene Salvatore, lecito. Ma la vuoi perché vuoi fare il figo su Instagram e mostrarla in modo da accrescere il tuo ego?
Ora non mentiamoci, probabilmente una parte è così.
Ma non può, non deve essere solo quella la motivazione. Non puoi volere una cosa solo per riempire di materialismo il tuo essere per dopo ritrovarti comunque vuoto.
E allora mi sono detto: adesso hai tutte le carte per poter capire le auto in modo più approfondito, in modo più tecnico.
Parti da ciò che hai già, non aspettare di avere una super car prima di esserne appassionato.
E allora ho chiamato Giovanni, mio amico e confidente, che lavora nel settore automobilistico ormai da svariati anni, ho chiesto informazioni a lui.
SALVATORE: Ciao Giovanni come stai? Ti chiamavo per quel discorso, mi piacerebbe capire di più il mondo delle super car. Sai mi sono sempre piaciute ma in questo momento non posso permettermene una.
GIOVANNI: Ciao Salvatore, è un fantastico periodo, spero di trovarti bene. Caro Salvatore, questo è il pensiero che si fanno tutti. Ma ti svelo un segreto, non è la ricchezza quello che conta. Quella che conta è la passione. Se hai la passione quelle auto vivono dentro di te. Ricorda, cerca di mettere prima la passione nelle cose.
Passione di apprendere, di imparare di scoprire e alla fine i sogni si manifesteranno.
SALVATORE: Dai però, non sono venuto per una lezione di filosofia, voglio imparare come è fatta un’auto!
GIOVANNI: Va bene, va bene. Sai come sono, alle cose voglio dare un senso più profondo. Di che macchina ti piacerebbe ti parlassi?
SALVATORE:
Ho sempre sognato di volere una Lamborghini: cattiva nell’estetica e dell’animo, sfrecciante come un tuono ma allo stesso tempo figlia di quella sinuosità italiana che ci rappresenta. Mi piacerebbe mi parlassi della nuova Lamborghini Revuelto.
GIOVANNI: Aaaaah, ti accontenti di poco! E allora dai cominciamo: cosa sai di una Lamborghini?
SALVATORE: Niente, so solo che ne voglio una.
GIOVANNI:
Partiamo con un po’ di storia. Il marchio Lamborghini è stato creato da Ferruccio Lamborghini. Inizialmente il marchio nasce come produttore di trattori per i campi. Proprio in quel periodo nello stesso territorio, ovvero l’Emilia-Romagna, viveva un certo Enzo Ferrari, persona di cui non ha bisogno di presentazioni.
Ferruccio possedeva diverse Ferrari nel suo parco auto.
Si narra che durante una discussione, Enzo, disse che chi produceva trattori non avrebbe mai potuto produrre auto, specialmente una super car.
Da quella frase Ferruccio, uomo che sicuramente non aveva nulla da invidiare in quanto talento, come sfida personale decise di creare una su super car.
SALVATORE: Cominci a farmi incuriosire.
GIOVANNI: Di anni ne sono passati e ora Lamborghini rappresenta uno dei brand più iconici Italiani. Tra le ultime auto create c’è appunto la Lamborghini Revuelto che va a sostituire la magnifica Aventador.
Si apre una nuova fase per Lamborghini, già iniziate con la Siàn. Ovvero le propulsioni non saranno più solamente alimentate da motori termici ma anche da motori elettrici, inaugurando di fatto l’era dell’ibrido.
SALVATORE: Il mondo sta veramente cambiando. In futuro non riesco proprio ad immaginarmi una Lamborghini elettrica.
GIOVANNI:
Partiamo con il nuovo design, che mostra nuove linee High-Tech che va ad inaugurare una nuova generazione.
Disegnata da Mitja Borkert capo del Centro Stile insieme alla sua squadra di Sant’Agata Bolognese, con un telaio in carbonio il 10% più leggero della Aventador.
Il design è cattivo, spaziale, mozzafiato. Un gioiello di aggressività e lussuria.
Porte a forbice in stile Lamborghini con un enorme presenza della geometria a forma di Y, concetto riportato da Mitja già da un po’ di tempo e presente sempre con maggior frequenza.
Inoltre troviamo due deflettori laterali che scaricano l’aria su due bocchettoni posteriori degni dei migliori arei caccia che aspirano l’aria in modo fotonico, l’estetica viene adornata da minigonne in fibra di carbonio.
Al posteriore abbiamo un ala regolabile manualmente o in modo automatico con un led che lo percorre in tutta la sua bellezza.



SALVATORE: Fantastica!
GIOVANNI:
Andiamo a vedere il cuore pulsante di questa belva!
Nella propulsione troviamo un cazzuto motore termico V12 aspirato da ben 6,5 lt accompagnato da 3 motori elettrici che rendono quest’auto un fulmine carico di elettroni per un’erogazione totale da 1015 CV.
La coppia altrettanto rabbiosa di 725 Nm a 6750 giri/min.
La componente ibrida comprende un generatore elettrico posteriore P2-P3 110 kW a 10.000 giri/min e due motori elettrice e-Axle anteriori (220 kW a 3500 giri/min).
Tutto ciò ti garantisce un rapporto peso/potenza 1,75 kg/CV, una velocità >350 km/h passando da 0-100 in 2,5 sec. Lentina.
Alla propulsione bisogna dargli del Voi e portarle rispetto. Violenta, esagerata.


SALVATORE: mi potresti spiegare cos’è la coppia in un motore?
GIOVANNI: Coppia = n x m = forza x braccio, la forza è data dallo scoppio che porta il pistone verso il basso (F), il braccio è la distanza misurata dal centro dell’albero motore ai perni di biella (a). Si mette sempre la coppia in rapporto con gli RPM ovvero giri motore. Il massimo della coppia non è mai corrispondete al massimo RPM.

SALVATORE: Che figata! Mi sto gasando da morire! Non vedo l’ora di guidarla.
GIOVANNI:
Non è tutto, abbiamo una trasmissione AMT a 8 marce con doppia frizione.
Il cambio a doppia frizione, qualora non lo sapessi, funziona in questo modo: su un albero si trovano i rapporti dispari mentre sul secondo i rapporti pari: in questo modo avviene una rotazione contemporanea degli alberi interni, solo uno dei due però, grazie a una frizione, trasferisce il moto alla trasmissione. L’altro albero continua a ruotare avendo così “in canna” il rapporto successivo. Tutto questo garantisce una notevole velocità di cambiata.
SALVATORE: Il funzionamento del rapporta a doppia frizione mi aveva sempre incuriosito, grazie per avermelo spiegato.
GIOVANNI: I freni sono Brembo in carboceramica, anteriori con dischi da 410 x 38 mm e posteriori con dischi 390 x 32 mm. Le pinze sono fisse in monoblocco in alluminio con 10 pistoni anteriori e 4 posteriori.
Tutto nascosto, neanche tanto, dentro due ruote che hanno più la grandezza di due impastatrici pronte a divorare l’asfalto!
Rispettivamente all’anteriore un cerchio da 20×9,5J e al posteriore 21x12J.
SALVATORE: Mi piace come stai spiegando la macchina. Molto semplice ma non stai tralasciando proprio nulla.
GIOVANNI: Negli interni, troviamo molto carbonio. Tre schermi LCD personalizzabili con il classico pulsante di accensione in stile caccia che Lamborghini ormai ci ha tanto abituato.
Il volante cambia rispetto all’Aventador. Cercano di mettere tutto nella parte centrale in modo da non dover staccare le mani durante la guida. Eleganza e sportività. Un connubio da invidiare.

GIOVANNI: Concludo dando le misure: lunghezza 4.9m, larghezza 2.2m, altezza 1.16m, passo 2.78m, peso a secco 1700kg.
Il nostro viaggio si conclude spero ti sia servito per appassionarti ulteriormente ed aver scoperto nuove cose.
SALVATORE: Grazie mille Giovanni per avermi spiegato quest’auto in modo sintetico senza però tralasciare importanti particolari.
Le auto sono state sempre la mia passione, una passione mai coltivata a parte dei video su YouTube. Da piccolo mio zio aveva un BMW, ricordo sempre di volerne comprare una da grande. I gusti adesso mi portano a preferire altro.
Durante una notte insonne alla domanda di: “cosa sono?”, è venuto fuori anche questo aspetto di me. In futuro spero veramente di poterne possedere e guidare una. E se mai succederà, il driver principale dovrà essere la passione per i motori.
Spero che questa recensione con uno stile diverso dal solito vi sia piaciuto.
Vi voglio lasciare con questa riflessione:
Se volete arrivare ad ottenere un qualcosa, non aspettate che sia il momento giusto.
Partite con ciò che avete!
Mi sono detto: ok in questo momento non posso comprare una Lamborghini e non ho neanche conoscenze per poterne guidare una. Cosa posso fare però per raggiungere un tassello a questo sogno? Cosa ho in mano?
Subito mi è venuto in mente la scrittura. Che con un pizzico di creatività e di voglia di imparare mi ha portato a scrivere questo pezzo, che spero vi sia piaciuto.
Salvatore