Sono finito a fare il Venditore.
“Hai una laurea in Statistica e sei finito a fare il venditore? Ma non dovresti essere in una banca o azienda, dietro un computer, a gestire cose difficili e complicate?”
Cominciamo questo viaggio, venite con me.
Di lavori ne ho fatti e ne ho cambiati tanti. Sono partito da giovane(non che sia vecchio.. sono solo meno giovane di prima) facendo l’elettricista, ho fatto il magazziniere in un distributore ittico ed ho fatto anche il becchino. Si si, avete capito bene, proprio quel mestiere.
Quando si dice “sapere adattarsi”. Ecco non me la cavo male.
Ovviamente non mi sono fermato, ho deciso di partire.
Settembre 2012, notte insonne, pensieri grotteschi, una nuova pagina da scrivere.
Biglietti acquistati all’ultimo, si vola a Londra a fare il barista e ad imparare l’inglese.
“Si ma calmati, calmati un attimo! Stai tranquillo.”

Qui in foto Piccadilly Circus, 4 dicembre 2012, 4 a.m. finito il turno, vado a dormire. Io abitavo dietro gli schermi.
Torniamo a noi!
Londra 2014, passeggio solo a Tower Bridge, vado verso in King’s College, un pensiero mi balena per la mente: voglio fare l’università!
“Ma se hai fatto un professionale, dai per favore, non hai mai studiato in vita tua!”
Giusto, hai ragione, scelgo una cosa semplice, Statistica!
Ed ecco che si comincia a scrivere un nuovo capitolo.
Università degli studi di Padova: Scienze Statistiche.
Statistica mi ha dato tanto, tantissime nozioni matematiche, formule strane, tanti amici e addirittura l’amore.
“Addirittura l’amore?”
Perché non si può? Ma guarda questa, oh.
Ma allo stesso tempo mi ha lasciato anche tanti dubbi e incertezze riguardanti il mondo del lavoro; e di questo non do assolutamente colpa all’Università.
Per capire se una cosa è davvero ciò che mi piace devo mettere le mani in pasta.
Devo fare e sbagliare.
E allora buttiamoci!
Una volta finita l’università decido di provare un’esperienza lavorativa che riguarda la disciplina che ho studiato.
Si vola, si trova una Start-Up.
La start-up sviluppa algoritmi di previsione per il mondo dell’energia. Comincio a fare il Data Scientist, proprio ciò che avevo studiato. Ambiente fantastico, ragazzi giovani, appassionati del proprio lavoro.
“Fantastico, ma quindi hai trovato proprio ciò che volevi tu, che figata!”
Mmh… Non proprio!
Come ho già detto è un posto stupendo, ambiente fantastico! Il punto qui sono io che non mi sento nel posto giusto, cioè non l’azienda, ma la mansione. Non riesco a stare seduto 8 ore davanti a un computer e scrivere codice in Python!
Non ci riesco oh, che ci devo fare?
Ho sempre fatto lavori manuali e a contatto con il cliente.
Vi dico un’altra cosa. Organizzavo lo Statistic Party, festa di 1000 e più persone dove tutti ballavano e si divertivano allegramente.
Come faccio a stare seduto 8 ore dietro al pc?
Mille peripezie di mezzo, finisce l’amore, comincia la scoperta di me stesso.
Una nuova azienda, questa volta una multinazionale strutturata, mansione da Junior Product Manager ma sempre lo stesso problema, 8 ore davanti al pc solo che mentre prima utilizzavo il cervello questa volta.. no!
Però c’è un però, dato che nulla arriva per nuocere, ho scoperto che esiste un lavoro di cui non sapevo l’esistenza. Vedevo questi esseri quasi mitologici che entravano, parlavano con tutti: marketing, R&D, Operation.
“E chi sono questi esseri? Dai dai dimmelo.”
Un attimo, sono in treno e ci sono tanti giovincelli che urlano, sono ragazzi delle superiori e ogni tanto mi distraggo..

Ok.
Questi esseri sono… Sales Developer.
“I Sales developer?”
Si si, i Sales!
Si dividono in varie mansioni Sales Account, Sales Manager, Area Sales Manager, Direttori commerciali, Business Developer ecc. Quelle figure che in gergo “tecnico” vengono chiamati commerciali.
“E cosa fanno i commerciali?”
Beh loro sono quelle persone che si occupano dei rapporti con il cliente, tengono i rapporti fuori dall’azienda. Sono quelli che portano il fatturato, la revenue nell’azienda.
Nelle attuali corporate sono solitamente sotto l’ufficio marketing, precisamente il sales management.
Senza di loro, potresti avere il miglior prodotto creato dai migliori ingegneri, pubblicizzato dal miglior team di comunicazione, ma senza i sales developer semplicemente l’azienda non andrebbe avanti, perché non vende.
Un manager che ho avuto in quest’ultima azienda mi disse: “vedi Salvatore, i Sales developer sono quelle persone che quando erano ragazzi e andavano in gita scolastica si sedevano nella parte dietro del pullman e facevano casino, io non potrei mai farlo!”
A quel punto riflettendo sulla mia posizione occupata nel pullman.
Beh io ero sempre seduto in fondo, ero tutto, tranne che una persona tranquilla!
“E allora perché non provare ad entrare in questo mondo?”
Bene, si comincia, cerchiamo lavoro come sales utilizzando tutte le piattaforme e strumenti disponibili!
Non è stato semplice, molte aziende come al solito richiedono la Luna anche per posizioni junior, vogliono la persona perfetta quando in realtà vi accorgerete, e salvatevi nella mente queste righe, che nella maggior parte dei lavori non servono vent’anni d’esperienza. Chi fa il lavoro da tanti anni semplicemente non ha nulla in più di voi. Forse le aziende capiranno che è più l’attitudine a risolvere problemi che l’esperienza in se.
Ma ovviamente non demordo!
Ecco che arriva una chiamata, cercano una posizione da sales in una grande azienda produttrice di energia.
“Bene, perché allora non cominciare proprio da qui?”
Rifiuto un’altra offerta di lavoro come consulente manageriale per cominciare questa nuova esperienza.
La vita è fatta di scelte e non bisogna aver paura di farle.
Come tutti i lavori, anche per un lavoro come il sales cerco un approccio metodico, e di questo voglio ringraziare la laurea in Statistica. Perché solo grazie a Statistica riesco ad approcciarmi ai problemi con estrema meticolosità.
Così comincio a leggere libri per migliorare le mie doti comunicative.
“Come trattare gli altri e farseli amici” Dale Carnegie
“Il venditore meraviglioso” Frank Bettger
“The charisma myth” Oliva fox cabane
“TED Talks, official guide to public speaking” Chris Anderson
Si comincia! Arrivano i primi clienti.
Inizio ad applicare le prime tecniche, nulla di magico, cose che tutti noi sappiamo ma a cui non prestiamo molta attenzione.
Più passa il tempo, più sento di padroneggiare l’arte della comunicazione, grazie al continuo studio e al continuo sperimentare e mettere in pratica ciò che leggo.
E quindi ho deciso di condividervi tre cose fondamentali per saper comunicare, che oltre ad avermi reso un venditore migliore mi hanno aiutato nella vita di tutti i giorni: in famiglia, con gli amici e nel lavoro.
Si perché noi comunichiamo sempre, e quando ti migliori nella comunicazione, arricchisci un processo quotidiano che ricadrà in modo positivo sulle tue relazioni.
Quindi ecco a voi:
1) Ascolto
La prima “tecnica” che un vero comunicatore deve avere è il sapere ascoltare attivamente, essere completamente concentrati nell’altra persona.
Non interrompere, ascolta!
“The more you let them speak, the more they will like you”. Oliva Fox Cabane
Si perché nella vendita solitamente l’altra persona ha un problema da risolvere.
“Cosa vuol dire?”
Ha bisogno di un prodotto per soddisfare un suo bisogno, e noi per capire qual è quel bisogno dobbiamo stare attenti e concentrati in ciò che ci dice per poter offrire il miglior prodotto o servizio.
Molte persone, pensano di sapere ciò che vogliono, che è la parte conscia dell’essere. Ma dopo c’è la parte inconscia, che non viene detta dalle parole, semplicemente il cliente non è consapevole.
L’unico modo per riuscire ad arrivare in questo strato è l’ascolto.
Tutto ovviamente può essere applicato nella vita quotidiana quando ci confrontiamo con i nostri genitori, con i nostri amici o con il nostro partner.
Andiamo oltre le parole dette, cerchiamo di capire il vero perché!
2) Rallenta
Molte volte non te ne accorgi ma ehi, rallenta!
Stai andando troppo veloce.
Rallenta la parlata, scandisci bene le parole. Non serve dire migliaia di parole per convincere una persona.
La comunicazione è data da parte verbale, ciò che diciamo e parte non verbale, ciò che il nostro corpo comunica indipendentemente dalle nostre parole.
Parlare lentamente da un senso di sicurezza e padronanza su ciò che stiamo esponendo.
Inoltre il rallentare, porta il respiriamo ad un ritmo più regolare, il cervello prende più ossigeno. Per cui saremo molto più concentrati su ciò che stiamo dicendo.
Che sia una vendita di un servizio, una presentazione davanti e venti persone o una chiacchierata intima con un amico, ricordati di rallentare.
3) Pausa
Fermati, respira!
Quando stiamo parlando ricordiamoci, ogni tanto, di fare pause. Tre, quattro secondi, che sembreranno interminabili, ma aiuteranno ad attirare la concentrazione su di te.
Ti faranno apparire molto più confidente e sicuro.
Perché parlare di continuo può fare perdere il filo del discorso all’altra persona.
Quando si espone un prodotto o un servizio o semplicemente sto discutendo con amici devo capire se l’altra persona sta seguendo ed il miglior modo è fare delle pause per rafforzare ciò che sto dicendo.
“Cosa potrà mai cambiare se applico questi tre accorgimenti? Sono cosi banali”
Beh non ti nego che anche io la pensavo così, fin quando ho deciso di provare.
So che non è semplice ma provateci.
Mi sono sempre chiesto: “come facevano illustri come Napoleone, Martin Luter king, oppure persone come Obama, Steve Jobs giusto per fare i soliti nomi, a parlare davanti a così tante persone e a veicolare un gran numero di masse?”
Semplice, si preparavano, studiavano, si miglioravano nell’arte oratoria. So che anche tu pensi che con queste doti si nasce, ma non è affatto così.
E ricordiamoci di cominciare comunicando efficacemente dalla nostra famiglia, i nostri amici o il nostro partner. Così da un lato andremo a migliorare il rapporto con loro e dall’altro saremo preparati quando dovremo esporre: di fronte ad una platea, fare una presentazione ai nostri manager, presentare un servizio ai nostri clienti o affrontare un colloquio di lavoro.
E allora, dato che la comunicazione è alla base delle nostre relazioni, perché non migliorarsi?
Anche tu, se vuoi, potrai diventare un grande oratore.
Per ora questo è tutto, il mio percorso lavorativo sicuramente non è terminato. Ci sono ancora molti progetti che piano piano prendono forma e spero vivamente di poter coinvolgere molti di voi.
E quindi, continuate a seguirmi per le grandi novità che verranno.